Troppo il dolore, giovane donna si toglie la vita dopo la morte del compagno

La giovane donna non ha resistito al dolore per l'improvvisa scomparsa del compagno, che l'ha portata a compiere il folle gesto

Un dolore troppo grande da dover affrontare, lacerante, come un coltello che incide l’anima e la fa sanguinare. La perdita della persona che si ama non sempre si riesce a elaborare. Il tempo è vuoto. Il senso di solitudine squarcia quell’esistenza sognata e vissuta in due. Ci si ritrova soli dentro la stanza dove pochi giorni prima si era felici insieme; così soli che talvolta non si riesce più a vivere.

Qualche giorno fa, a causa di un infarto, è venuto a mancare il compagno di una giovane donna di 32 anni, di Guarcino, un paese in provincia di Frosinone, un medico. Anche lei era medico: una podologa molto stimata e amata dai suoi pazienti che, come lui, lavorava al “Santa Scolastica” di Cassino. Non ha resistito al dolore della perdita della persona che amava più di ogni altra cosa, la giovane donna.

Federica Quattrociocchi, distrutta dal dolore, è stata ritrovata in fin di vita, in camera, dai suoi familiari.

Troppo grande e straziante quel distacco inaspettato, improvviso. Non è riuscita a darsi pace: Federica ha preso un foglio, ha scritto le sue ultime parole ai suoi parenti, chiedendo loro scusa e informandoli della sua intenzione di “raggiungere” il suo amore. Ha poi acceso un braciere e l’inalazione di monossido di carbonio l’ha uccisa.
In realtà Federica era “morta” insieme al suo uomo. Il suo cuore, pur continuando a battere, si era fermato.

Ritrovarsi senza la persona con cui si è trascorsa una parte dell’esistenza, scambiato un sostegno affettivo, emotivo e fisico, condiviso esperienze, creato una famiglia, obbliga ad affrontare emozioni estremamente dolorose, a sostenere numerosi e inevitabili cambiamenti e a rinunciare a tante speranze. Chiedete aiuto, se vi trovate in condizioni simili, state con i familiari, cercate il vostro amore in ciò che vi ha lasciato: ricordi, esperienze, parole.

E tornano alla mente i versi di Shakespeare nelle ultime parole di Giulietta, dopo aver visto Romeo morto:

“Oh, pugnale felice, questa è la tua guaina!

Arrugginisci qui dentro e fammi morire.”

Nella giornata di Ognissanti il pensiero va a chi mette tutta la sua forza per elaborare il lutto per la perdita di chi ama di più e a chi non ce la fa.

Emily Dickinson scrisse:

“Chi è amato non conosce morte,
perché l’amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina.
Chi ama non conosce morte,
perché l’amore fa rinascere la vita
nella divinità.

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