2 novembre, per non dimenticare mai

La notte dei morti, una volta…I nostri morti sempre vivi!

La notte dei morti.

Nella terravecchia dei ricordi si tornava presto a casa, prima che facesse buio, perché i morti non ci sorprendessero per le vie del paese, dove con il favore delle tenebre si davano convegno tutti gli anni per tornare dai loro cari, alle loro case, dai loro padri e madri e figli e sorelle e fratelli. Qualche volta si faceva tardi a casa del nonno e allora, mia madre e mia zia, con me in braccio, si alzava il passo, quasi di corsa fino a casa. C’era da sistemare per la cena per noi e per i cari che sarebbero giunti nella notte. A quel tempo, solo nonna Grazia. Di lei si aspettava un vento leggero, uno sbatter d’ali, un miagolio morbido, un fiore riflesso in un catino d’acqua, come una carezza sulla treccia di zia e un sorriso sul vestito a piccoli fiori di mamma, che allora odorava di latte e pane. Una preghiera e poi a letto ad aspettare il ritorno dei nostri morti. Stasera, con il levarsi delle tenebre, al ricordo di nonna Grazia, quello di nonno Antonio, di papà e di zia che ci abbraccia, vivo.

Maria Grazia Masella

 

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