I dirigenti scolastici scendono in piazza a Roma: “Scuole sicure per tutti!”

Oggi, all'I.C Canevari di Viterbo e in diversi istituti è stata convocata un'assemblea sindacale per parlare di sicurezza scolastica

Solitamente, sono gli studenti a scendere in piazza per protesta; talvolta gli insegnanti; ieri, hanno protestato centinaia di Dirigenti Scolastici, a Trastevere, a Roma, vicino alla sede del Miur. Fra essi, molti presidi delle scuole viterbesi, come la dott.ssa Clara Vittori, preside del Liceo Mariano Buratti e la dott.ssa Simonetta Pachella dell’Orioli.

“Le scuole devono essere sicure, per tutti”! Tanti gli striscioni e gli slogan come questo in una manifestazione convocata via social e scaturita dalla condanna in Cassazione e dalla sospensione dallo stipendio di Franca Principe, dirigente dell’istituto Pisacane di Sapri. Il suo è un caso emblematico: uno studente della sua scuola, nei giorni degli orali degli Esami di Maturità 2011, cadde da un lucernaio ferendosi gravemente. L’unica a subirne le conseguenze fu lei, non l’ente responsabile della manutenzione.
La protesta è avvenuta anche dopo la morte del piccolo alunno di 6 anni della scuola Pirelli di Milano.

Nel mirino il decreto legge 81 del 2008 che chiedono di modificare: i Dirigenti hanno protestato per l’impossibilità che hanno talvolta di garantire la sicurezza nelle scuole. La proprietà degli edifici è degli enti locali.

Ma se succede qualcosa, ne rispondono loro prima di tutti. I dirigenti hanno esplicitato i motivi per cui non possono essere considerati datori di lavoro: non scelgono il personale, non hanno risorse per gestire la sicurezza degli edifici, nemmeno per la nomina di consulenti esterni.

E ancora: le strutture scolastiche in generale sono fatiscenti e i D.S. non possono valutare l’edificio prima che venga loro assegnato: il Dirigente Scolastico si trova in una trappola amministrativa e penale: essendo responsabile, risponde penalmente e col proprio patrimonio di qualunque incidente e azione commessa da tutto il personale.

I D.S. hanno l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi e di attivarsi per la riduzione degli stessi.

Dietro o sotto le ‘responsabilità esplicite’ del Datore di lavoro, ve ne sono altre implicite, che talvolta hanno influito in modo diretto al verificarsi degli incidenti.

L’individuazione delle ‘responsabilità implicite’ è senz’altro complicata e anche dalla lettura della Sentenza di Sapri traspare che per i Magistrati sia spesso molto più semplice scegliere la strada più breve: incolpare coloro i quali sono stati messi maggiormente in evidenza dalla stessa normativa.

Se talvolta invece venisse effettuata un’analisi più approfondita degli incidenti e degli infortuni, si potrebbe verificare che non c’è mai una causa singola e una sola tipologia di responsabili. Gli eventi incidentali, pur essendo generati da un fattore scatenante principale (errore involontario o di violazione intenzionale di una norma), non si sarebbero potuti verificare senza la contemporanea presenza di una serie di altri fattori fino al quel momento silenti o latenti. Gli Organi preposti al controllo del rispetto della normativa sulla sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro dovrebbero farsi carico della correzione non solo del fattore scatenante, ma anche di quelli latenti, ovvero i fattori collaterali.

Oggi, 31 ottobre, alla prima ora di lezione, all’I.C Canevari di Viterbo e in diversi istituti è stata convocata un’assemblea sindacale, indetta da FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS, CONFSAL E GILDA UNAMS: un appello a considerare con la dovuta attenzione le condizioni di sofferenza in cui versano molti edifici scolastici. A Viterbo e in molte città, alcune scuole risalgono agli anni 70. In verità, l’amministrazione comunale locale è molto presente. I tecnici sono intervenuti subito in caso di segnalazioni effettuate dalla scuola.

La carenza generale di personale ATA e dei docenti ha certamente un peso sulla vigilanza degli alunni.
Tuttavia, la morte del piccolo alunno di Milano richiama la necessità di maggiori controlli sull’idoneità degli edifici e chiama tutti ad assumere maggiore consapevolezza nel procedere e nell’agire.
Si chiedono scelte mirate e capacità d’intervento, investimenti a supporto della sicurezza delle strutture e d’impianti ed efficaci strategie di prevenzione.

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